Domanda:
 

Salve, sono nuova del sito e nuova di separazione. Mercoledi' prossimo 7 marzo avro' la sentenza del tribunale per la separazione "consensuale" da mio marito. In realtà di consensuale in questa vicenda c'è solo l'aspetto economico, visto che tutto il resto lo decide lui, sfoggiando aggressività e arroganza che indispongono persino l'avvocato.Premetto che chi se ne è andato è lui, che si è trovato una ragazza in carriera, giovane e danarosa, libera ed arrivista.

Abbiamo adottato un bambino tre anni fa, che lo adora. ora ovviamente si sente abbandonato per la seconda volta nella sua vita: cominciano i problemi psicologici( perdita di capelli, psicologa, disagio a scuola, ecc) I problemi sono tutti miei, visto che da 11 mesi il padre non trascorre UNA SOLA giornata con suo figlio, continuando a dirgli la menzogna del lavoro lontano da casa...

Avrei due domande:

  • Possibile che al di là dell'impegno economico il padre non abbia DOVERI di presenza verso il figlio, ma si parla nel ricorso di separazione solo di DIRITTI?(diritto di stare col figlio ogni 15 gg, due settimane nelle vacanze, 1 pomeriggio a settimana, ecc) In realtà se un padre non lo vuole questo figlio per piu' di 2 ore ogni 15 giorni, e per di piu' qui in casa mia...non c'e' modo che il giudice gli faccia un discorso di responsabilità un po' piu' severo?
  • Se persisterà in questo suo atteggiamento di menefreghismo totale, potrei chiedere che addirittura non veda piu' il bambino o che gli sia addirittura tolta la potestà su di lui? (Ho io l'affidamento esclusivo) E cosa comporterebbe la eventuale privazione della potestà, in termini economici, ereditari ecc?
 
Risposta:
 

Essendo intervenuta - come Lei stessa scrive - la separazione consensuale il 7 marzo u.s., tutte le regole relative all'affidamento, al regime patrimoniale ed al diritto "di visita" del genitore non affidatario (in questo caso Suo marito) dovrebbero già essere contenute nel verbale di separazione omologato.

Quanto alla condotta del padre da Lei evidenziata, qualora essa dovesse persistere, in violazione di quanto stabilito nel verbale di cui sopra, potrà rivolgersi in prima istanza al Giudice che ha pronunciato la separazione, affinché induca Suo marito ad ottemperare agli obblighi assunti; in secondo luogo, ove occorresse, al Tribunale dei minori, preposto appositamente alla tutela del ragazzo.

La violazione o trascuratezza dei doveri da parte di un genitore determina una serie di sanzioni progressivamente più gravi (art.333 c.c.), le quali possono culminare nella decadenza dalla potestà (art.330 c.c.).

In ogni caso, tale sanzione non evita al genitore privato della potestà di dover onorare gli impegni economici, di carattere "alimentare" o di "mantenimento", come risultanti dalla separazione consensuale.

Quanto, invece, alle ripercussioni che la decadenza dalla potestà possa avere in materia successoria, data l'enorme latitudine della materia, questa sede non consente di elencare una casistica idonea a ricostruirne la portata; tuttavia, in linea generale, la decadenza dalla potestà non interrompe il vincolo successorio - reciproco - fra genitore "decaduto" e figlio.

 

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