Domanda:

Vorrei avere un chiarimento sulla differenza che c’e’ tra affidamento congiunto dei genitori e affidamento solo alla madre.

Vorrei inoltre capire bene quali sono gli obblighi che derivano da questa differenza sia per la madre che per il padre. Posso io impuntarmi e avere l’esclusiva per l’affidamento delle mie figlie?
Con quali assolute motivazioni posso contestare la richiesta di mio marito che continua ad insistere per avere anche lui l’affidamento congiunto(attualmente lo detengo solo io per le nostre due figlie)?

Preciso che sono in fase di divorzio essendo già passati 3 anni dalla separazione consensuale. E una volta ottenuto il divorzio si possono modificare le condizioni stabilite nella sentenza definitiva?

Io non voglio per nessun motivo concedere l’affidamento a mio marito perché ritengo che in questo modo posso gestire più liberamente la vita e le condizioni di crescita delle bimbe e comunque non voglio essere vincolata con lui in qualsiasi decisione che riguardi la quotidianità delle minori.

Posso io con queste motivazioni giustificare il mio diniego nei suoi confronti?
Anche con l’affidamento alla sola madre, il padre viene a perdere la patria potestà ?

 
Risposta:

In breve le risposte alle sue molteplici domande in tema di affidamento dei figli:

1) Sulla base della legislazione vincente l'affidamento congiunto dei figli minori si ha soltanto in presenza di un accordo dei genitori, essendo la regola rappresentata dall'affidamento ad uno solo, per il 95% alla madre; se , invece, verrà approvato il nuovo disegno di legge la regola diventerà l'affidamento cd. condiviso che prevederà che non vi debba essere nessuna discriminazione tra padre e madre.

2) Premesso che anche in caso di affidamento unilaterale, il genitore non affidatario non perde mai la potestà in senso tecnico perchè per eliminare tale facoltà occorrono mancanze gravissime ( violenza, mancato pagamento dell'assegno di mantenimento) e comunque un'espressa statuizione del Tribunale dei minorenni, questo sarà sempre autorizzato ad intervenire sulle scelte importanti per la vita dei figli ed, anzi ,se ritiene che l'altro genitore non abbia effettuato la scelta giusta può ricorrere al Tribunale . Personalmente ritengo che sia necessaria questa attiva partecipazione, in quanto condividere le decisioni, significa condividere le responsabilità insite nel fatto di avere dei figli , non limitando il ruolo del genitore non affidatario a quello di portare i figli a passeggio il week end di competenza e lasciando le "gatte da pelare", i rifiuti, le malattie,ecc... all'altro.

3) Tutte le condizioni stabilite nella separazione e nel divorzio sono soggette a revisione da richiedere con un apposito ricorso al Tribunale ordinario o a quello dei minori a seconda delle situazioni, dal momento che queste statuizioni sono dettate tecninicamente parlando " rebus sic stantibus", cioè avuto riferimento alle situazioni in quel dato momento, suscettibili di modifica con il variare delle condizioni che le hanno generate.

 

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